Core Web Vitals: cosa sono LCP, INP, CLS e come migliorarli
I Core Web Vitals sono le tre metriche con cui Google misura quanto è veloce, reattiva e stabile una pagina. In questa guida tecnica vediamo cosa sono LCP, INP e CLS, quali soglie rispettare e — soprattutto — come migliorare ogni singola metrica con interventi concreti. È l’approfondimento tecnico della velocità del sito, che resta uno dei pilastri della SEO.
Cosa sono i Core Web Vitals
Sono un pacchetto di tre metriche che misurano l’esperienza tecnica di una pagina dal punto di vista dell’utente reale: quanto carica in fretta il contenuto principale, quanto risponde rapidamente alle interazioni e quanto è stabile mentre carica. Sono parte dei segnali di esperienza pagina che Google usa per il ranking, descritti nella guida alla SEO.
Campo vs laboratorio: da dove vengono davvero i CWV
I Core Web Vitals non sono un voto da test di laboratorio: sono dati reali di utenti veri. Google li raccoglie dal Chrome UX Report (CrUX), cioè dagli utenti Chrome che hanno davvero visitato le tue pagine, e li valuta su una finestra mobile di 28 giorni al 75° percentile. Due conseguenze pratiche che cambiano il modo di lavorare:
Il numero che conta è quello di campo, non quello di laboratorio. Quando apri PageSpeed Insights vedi due dati: la simulazione di laboratorio (utile per capire cosa sistemare) e i dati di campo CrUX (quelli su cui Google ti valuta davvero). Puoi avere un bel punteggio di laboratorio e CWV di campo pessimi, perché i tuoi utenti navigano da mobile su reti più lente della tua.
I miglioramenti non sono istantanei. Poiché la finestra è di 28 giorni, dopo un intervento i CWV in Search Console si aggiornano in circa 4-6 settimane. Non spaventarti se il giorno dopo la fix il dato di campo non è cambiato: è normale, sta ancora “digerendo” i 28 giorni precedenti.
Il posto giusto dove monitorarli sul serio non è il singolo test, ma il report Core Web Vitals di Google Search Console, che ti mostra lo stato di tutte le URL sui dati reali.
Un’ultima cosa, spesso ignorata: nel 2026 i CWV mobile pesano più di quelli desktop, perché ormai la maggioranza delle ricerche è da smartphone e Google indicizza mobile-first. Il test che conta non è quello che fai dal desktop in fibra dell’ufficio, ma quello mobile su rete reale. Se il sito vola sul tuo computer ma arranca sullo smartphone di un cliente in giro, per Google è lento.
Le 3 metriche e le soglie
| Metrica | Cosa misura | Buono | Scarso |
|---|---|---|---|
| LCP Largest Contentful Paint | Caricamento del contenuto principale | ≤ 2,5 s | > 4 s |
| INP Interaction to Next Paint | Reattività alle interazioni | ≤ 200 ms | > 500 ms |
| CLS Cumulative Layout Shift | Stabilità visiva durante il caricamento | < 0,1 | > 0,25 |
Li misuri gratis con PageSpeed Insights di Google. L’INP ha sostituito il vecchio FID nel 2024 ed è oggi la metrica più sensibile per la reattività.
Come migliorare LCP
Un LCP lento è quasi sempre sintomo di hosting sottodimensionato, immagini pesanti o blocchi di rendering.
| Causa | Soluzione |
|---|---|
| Hosting lento | Hosting performante (SSD NVMe, server in Europa, HTTP/3) |
| Immagini pesanti | Comprimere e usare formati web; lazy load sotto la piega |
| Risorse che bloccano il rendering | Differire CSS/JS non critici, caricare prima il contenuto principale |
Un esempio concreto, perché la teoria è facile. Su un sito reale — un caso poi documentato anche da Kinsta — l’LCP era fuori controllo a causa di un hosting lento: il TTFB, cioè il tempo che il server impiegava a rispondere, era di 3,6 secondi. Migrando su hosting performante il TTFB è sceso a 65 millisecondi e il tempo di caricamento della home si è stabilizzato intorno a 1 secondo. Nessun intervento sul codice o sulle immagini: la causa numero uno di un LCP lento è quasi sempre lì, sotto, nel server. (Dati reali dal nostro case study Kinsta.)
Come migliorare INP
| Causa | Soluzione |
|---|---|
| Troppi script di terze parti | Rimuovere o ritardare ciò che non è essenziale |
| Plugin inutili | Disinstallare quelli non usati |
| JavaScript pesante | Ridurre e ottimizzare il codice eseguito |
La regola: ogni script in meno aumenta la reattività della pagina.

Come migliorare CLS
| Causa | Soluzione |
|---|---|
| Immagini senza dimensioni | Dichiarare larghezza/altezza per riservare lo spazio |
| Banner/elementi che spingono il contenuto | Riservare spazio con min-height o posizionarli sotto il contenuto |
| Font che causano spostamenti | Gestire il caricamento dei font per evitare salti |
Quanto pesano per la SEO
I Core Web Vitals sono un fattore di ranking confermato da Google fin dal 2021. Con il Core Update di marzo 2026, le analisi della community SEO indicano che il loro peso si è spostato sempre più a livello di intero sito — un template lento penalizza l’intero dominio, non solo la singola pagina — e che restano un fattore decisivo nelle SERP competitive, dove separano la prima dalla seconda pagina a parità di contenuto.
Google non ha modificato le soglie ufficiali (restano LCP ≤2,5s, INP ≤200ms, CLS <0,1), ma la direzione è chiara: le performance non sono più una conversazione secondaria. Migliorarle conviene due volte — posizioni migliori e più conversioni, perché un sito reattivo trattiene gli utenti invece di farli scappare.
È uno dei punti che controlliamo sempre in un audit SEO.
Aggancio 2026: CWV e AI Overview
C’è un motivo in più, tutto del 2026, per prendere sul serio le performance: i Core Web Vitals incidono anche sulla visibilità negli AI Overview, le risposte generate da Google in cima ai risultati. Le pagine lente compaiono raramente tra le fonti citate dall’AI. Con gli AI Overview che occupano sempre più spazio in SERP e le ricerche “zero-click” in crescita, un sito lento perde due volte: traffico organico classico e citazioni nelle risposte AI. Le performance non sono più solo una questione di ranking: sono la condizione per esistere anche nella ricerca generativa.
Misura e migliora
Costruire un sito veloce by design è più semplice che rincorrere le metriche dopo. Dal 2012 realizziamo siti ottimizzati per le performance fin dalla prima riga di codice: scopri il nostro servizio di realizzazione siti web o come lavoriamo sulla SEO.
Domande frequenti
Cosa sono i Core Web Vitals?
Sì: sono un fattore di ranking confermato da Google dal 2021. Le soglie ufficiali non sono cambiate, ma dopo il Core Update di marzo 2026 le analisi di settore indicano che i CWV pesano sempre più sull’intero sito e agiscono da fattore decisivo nelle ricerche competitive. Migliorarli giova sia al posizionamento sia alle conversioni, perché un sito reattivo trattiene di più gli utenti.
Quali sono le soglie dei Core Web Vitals?
Per essere ‘buoni’: LCP entro 2,5 secondi, INP entro 200 millisecondi e CLS sotto 0,1. Valori superiori (LCP oltre 4s, INP oltre 500ms, CLS oltre 0,25) indicano un’esperienza scarsa da migliorare con priorità.
Cos’è l’INP e perché ha sostituito il FID?
L’INP (Interaction to Next Paint) misura la reattività della pagina lungo tutta la durata della visita: quanto tempo passa tra un’interazione dell’utente (clic, tocco, tasto) e la risposta visibile sullo schermo. Ha sostituito il vecchio FID nel marzo 2024 perché il FID valutava solo il ritardo del primissimo clic, mentre l’INP considera tutte le interazioni e riporta la peggiore. È quindi molto più rappresentativo dell’esperienza reale — ed è, non a caso, la metrica che oggi più siti faticano a superare.
Come si migliorano i Core Web Vitals?
Per LCP: hosting performante, immagini ottimizzate, niente blocchi di rendering. Per INP: ridurre script di terze parti, plugin e JavaScript non necessario. Per CLS: riservare lo spazio agli elementi (dimensioni dichiarate) per evitare spostamenti durante il caricamento.
I Core Web Vitals influiscono sul posizionamento?
Sì: sono un fattore di ranking confermato da Google dal 2021, e con il Core Update di marzo 2026 il loro peso è aumentato. Migliorarli giova sia al posizionamento sia alle conversioni, perché un sito reattivo trattiene di più gli utenti.